I lavoratori della Directory Assistance di Firenze hanno fatto bene ad incazzarsi ma Migliardi non chiederà mai scusa come, invece, ha fatto nei confronti dei manager di cui sono state rese note, nella primavera dell'anno scorso, le ricche retribuzioni con ricchi premi. Le scuse sono solo per quadri e manager, Migliardi è portatore di una concezione decisamente classista della persona e della società ma così non si ottiene una forte e coesa compagine aziendale. L'unica mossa di immagine che la Telecom potrebbe escogitare a questo punto potrebbe essere la visita di Bernabè ad un'Aoda, a un Centralino e a un'Ade, vediamo se hanno i coglioni per farla!
I LAVORATORI TELECOM RESPINGONO LE OFFESE
A seguito dell’intervista della dott. Cristina Casadei al dott. Antonio Migliardi responsabile del personale di Telecom Italia pubblicata il 25 luglio 2009, i lavoratori sottoposti ai Contratti di solidarietà, chiedono al Sole 24 Ore una doverosa replica alle pubbliche offese effettuate a mezzo stampa dal responsabile del personale di Telecom Italia.
Con le affermazioni: “trattandosi di lavorazioni molto semplici, le caratteristiche della popolazione non si prestano molto alla rotazione con il resto dell’organizzazione. Trovandoci di fronte a un settore con un’alta concentrazione di esuberi ed una bassa permeabilità con le competenze del resto dell’organizzazione…”. il dott. Migliardi pubblicamente ha offeso i lavoratori.
Il responsabile del personale infonde tra i colleghi all’interno di Telecom Italia e nell’opinione pubblica che i 1054 lavoratori sottoposti ai Contratti di solidarietà, sono dei mezzi dementi (“bassa permeabilità”) e emeriti buoni a nulla (“non si prestano alla rotazione con il resto dell’organizzazione”), perché incapaci di apprendere un nuovo lavoro affine al loro titolo di studio e di poter integrarsi in un nuovo reparto a fianco di altri colleghi.
I lavoratori della Directory Assistance di Telecom Italia sono laureati, periti elettronici, informatici, geometri, ragionieri con un baglio di conoscenze ed esperienze alla pari degli altri colleghi, e sono disponibili a svolgere altre mansioni, come dimostrano le numerose richieste di trasferimento volontario ad altre attività.
Le dichiarazioni di questa intervista hanno danneggiato moralmente e psichicamente il personale oggetto dell’intervista, che a seguito di essa spesso viene deriso ed allontanato dai colleghi di altri settori aziendali, come se fossero appestati.
Al dott. Migliardi chiediamo pubbliche scuse e farebbe bene a guardare a se stesso ed alla sua “bassa permeabilità”.
I lavoratori prenderanno tutte le iniziative legali possibili a tutela della loro integrità morale, contro tali dichiarazioni.
I lavoratori Telecom
Directory Assistance - Firenze
L'intervista ad Antonio Migliardi, Capo del personale di Telecom Italia a Il Sole 24 Ore di Sabato scorso, nella sua cruda e spietata sincerità, è definibile semplicemente come "a favore della siducia"": esprime la sfiducia dell'Azienda nei confronti delle persone e diffonde questa sfiducia nel personale e nel pubblico.
Il sacerdote che ha concesso l'uso del salone parrocchiale ad un coro gay ha detto di non vedere cosa ci sia di scandaloso, capirei ha detto "se avessi concesso il salone al maestro Apicella per un concerto di canzoni del Premier".
"Gli italiani sono tutti con Bossi che vorrebbe che i nostri soldati tornassero a casa dall'Afghanistan"
Roberto Calderoli, Ministro.
I lavoratori di Mtv, la Tv musicale del Gruppo Telecom Italia, sono in lotta contro 70 licenziamenti, il loro blog è:
http://mtvisnotsocool.blogspot.com . Ci hanno fatto divertire e ci hanno fatto compagna, diciamo loro GRAZIE e lottiamo anche noi con loro.
Ieri, Telecom Italia ha sospeso dal servizio Giuseppe Modafferi, dipendente Telecom Italia per aver diffuso una mail in cui incitava gli altri lavoratori Telecom Italia a chiedere(come è previsto dalle leggi) di poter prendere visione del proprio fascicolo personale. Ora, Giuseppe dovrà produrre le sue giustificazioni, gli esprimo tutta la mia personale solidarietà.
La Commissione di Garanzia del Pd, facendo un enorme errore, ha bocciato la richiesta di adesione di Beppe Grillo: la motivazione che delle Liste Grillo in alcuni comuni si sarebbero presentate contro il Pd non regge, non è un movimento nazionale nè tantomeno un partito e, in moltissimi altri comuni, il Pd si è diviso dando vita a liste contrapposte dei suoi militanti. A questo punto il candidato più grilliano rimasto in lizza è Mario Adinolfi, a lui la mia sottoscrizione della candidatura e il mio voto.
A differenza di Pannella e Di Pietro, che erano e sono leader di partiti distinti e separati dal Pd e in concorrenza con questo, Grillo non è leader di nessun partito, non è iscritto a nessun partito diverso dal Pd, ha ispirato la formazione di liste civiche alle amministrative, certo in concorrenza con il Pd, ma che dovevano essere formate da persone non iscritte ai partiti. Ora, se si impegna a non formare altre liste civiche e sollecita gli aderenti alle Liste Grillo a confluire nel Pd non vedo come potrebbe essere respinta la sua candidatura alle Primarie e, prima ancora, la sua iscrizione. Sono pronto a sottoscrivere la sua candidatura(sono già iscritto al Pd) e a votarla. Pier Luigi Tolardo
Io non so se questo sia un reato: mentre si decide di licenziare 470 lavoratori Telecom Italia, tra quuelli con i salari più bassi, la stessa Telecom Italia manda via il manager Carlos Lambarri, proprio in questi giorni, pagandogli una liquidazione d'oro e assume Fabrizio Bona di Wind con un emolumento d'oro. Non se sia un reato, se la sovranità e la discrezionalità aziendale possa permettersi qualsiasi cosa. Lo deciderà un giudice a cui si presenterà semplicemente un esposto: se non c'è niente di male archivierà, comunque il problema va posto.
I giornali danno per certo l'avvicendamento dello spagnolo Carlos Lambarri con l'italiano Fabrizio Bona, proveniente da Wind, alla guida della divisione consumer di Telecom Italia. Mi piacerebbe tanto sapere quanto daranno a Lambarri di liquidazione per nemmeno 1 anno di dirigenza e quanto hanno promesso a Bona di stipendio.
Aderisco alla proposta lanciata da Alessandro Gilioli, giornalista e blogger: il 14 Luglio p.v. sciopererò non bloggando, in appoggio allo sciopero del giornalismo italiano contro il Decreto che prevede sanzioni penali inaccettabili per i giornalisti che pubblicano il testo di intercettazioni giudiziarie.
Quando Migliardi era un giovanotto e muoveva i suoi primi passi in Sip e poi Telecom Italia avrà anche lui scritto i comunicati con cui la Sip raccontava l'andamento delle trattative contrattuali e degli accordi, erano comunicati in cui l'Azienda raccontava la sua versione dei fatti, distinti e contrapposti a quelli sindacali. L'Azienda Sip e la prima Telecom non parlavano tanto di comunicazione ma la facevano, si prendevano la responsabilità di dire la propria davanti ai lavoratori. Ora la Telecom licenzia e ristruttura senza rendere noto e spiegare niente a nessuno, soprattutto a chi lavora in Telecom.Si, il Migliardi da giovane era decisamente più trasparente, lo rimpiangiamo!
Sono assolutamente solidale con S.E. Gaetano Dragonetto, il giudice-blogger che on line ha messo alla berlina vizi ed errori della magistratura italiana e, pr questo, è stato rimosso dall'incarico.
A differenza di SanPaolo(tra l'altro uno dei maggiori azionisti di Telecom Italia) che ha usato per la sua campagna pubblicitaria impiegate ed impiegati veri e simpatici, la nuova campagna istituzionale di Telecom Italia "Io sto con Telecom Italia" ci mostra operatrici di call center giovani ma false e non reali mentre per gli operatori veri, in carne ed ossa, ci sono solo licenziamenti, questi, putroèppo, molto veri.