"Lavoratori di Telecom, gente del 187, fratelli miei!
Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore!
Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno!!!
Ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era di Bernabè arriverà al crollo, ma non è questo il giorno!
Quest'oggi combattiamo, per tutto ciò che ritenete caro in questa bella terra, io vi invito a resistere uomini del 187!!”
(da il Signore degli anelli)
Il cuore di Telecom non è il marmo della Borsa, ma la sabbia del Call-Center
(da il Gladiatore)
1) ALITALIA: a)Finirete come l'Alitalia.b) Vi auguro di finire per strada come quelli dell'Alitalia.c) quando finite come l'Alitalia non lamentatevi d) sarò contento se finirete come l'Alitalia e) vi devono far fare la fine dell'Alitalia.La maggioranza dei clienti non sa che Telecom l'ha ridotta così Colaninno che oggi è il salvatore di Alitalia.
2) BRUNETTA: a) Ha ragione Brunetta: siete dei lavativi. b) Brunetta vi deve aggiustare c) Spero che Brunetta vi dia una regolata. (Telecom è privata da almeno 10 anni, Brunetta nel bene e nel male non ci può niente)
3)STATO e non: 1) vi devono privatizzare; 2) vi devono militarizzare; 3)se foste privati sareste migliori; 4)dovrebbero arrivare i privati(il rapporto di lavoro è privato e i datori di lavoro assolutamente privati).
4)EX DIPENDENTI: 1) ai miei tempi si che era una buona azienda.2) quando ero dirigente io le cose andacvano diversamente.3) quando ero dirigente io ero a disposizione di tutti i clienti.4) ai miei tempi c'era molto più attaccamento al lavoro.
5)MINACCE: 1) vengo lì e vi spacco il culo.2) vengo lì con i carabinieri.3) vengo lì con il Gabibbo.4) vengo lì con il mio avvocato.5) vi mando lì dei rumeni.6) passerò ad un altro gestore.7) non pagherò più la bolletta e così morirete di fame.
Anche su Facebook un gruppo, promosso da lavoratori del 1254 di Telecom Italia ma aperto a tutti, dal titolo "Salviamo il 1254".
Da un lato l'azienda ( Telecom Italia ) che lamenta perdite..dall'altro i lavoratori del 1254 che hanno sempre lavorato con turnazioni al limite del disagio psicologico e che non hanno visto strategie aziendali efficaci a supporto di un servizio DELIBERATAMENTE abbandonato a se stesso... dal 2005!!!
Vogliamo che la cosa non navighi nel silenzio,aiutaci
a trasmettere in rete questo messaggio ....Dacci la tua carezza e solidarieta' : NOI DEL 1254 di Telecom Italia ne abbiamo bisogno in questo triste momento di incertezza!!!
Discorso "alla" Costituzione
"Carta ti amiamo e siamo qui per dirtelo un’altra volta. Siamo qui per chiederti scusa per qualche volta che ci siano serviti male del tuo insegnamento. È la carta per cui abbiamo lottato e lavorato e senza inutili polemiche, è la carta dei diritti scritti per un intero popolo. Ha rappresentato il punto di unione del meglio che c’era in Italia"
Oscar Luigi Scalfaro
Nel caso dovessi perdere coscienza chiedo solo questo: 1) fate tutto quello che potete per salvarmi la vita, solo vorrei evitare la tracheotomia, riducete al minimo il mio dolore, con anestetici, anche se questo, indirettamente, potrebbe abbreviarmi la vita.
Dopo la ma morte espiantatemi le cornee, il cuore, il fegato, i reni, dateli a chi ne ha bisogno. Il mio cadavere per 2 anni sia utilizzato per lezioni di anatomia e test clinici, dopo seppelitemi "all'ombra dei Salici" (la cappella di famiglia a Salice Salentino) con mio papà e i miei nonni. I miei libri donateli alla Biblioteca Civica Negroni di Novara. Dite per me un'Ave Maria, se credete.
Pier Luigi Tolardo
Nel perverso ruolo della religione cattolica la finalizzazione della sofferenza ha un peso molto grande ed è uno dei pilastri ideologici su cui si regge il tutto, poiché sarebbe impossibile, soprattutto per i poveri e gli schiavi salariati, accettare la propria condizione di continua sofferenza e marginalità, senza il conforto della speranza. Il capitalismo è organicamente legato alla religione, la finanzia in tutti i modi possibili, perché è la sola organizzazione in grado di fabbricare pecoroni a cui si racconta che le varie sofferenze, a cui si è sottoposti, sono la salvifica chiave per il paradiso dell’aldilà.
Figuriamoci se la Chiesa può transigere sull’eutanasia, la dolce morte scelta insindacabilmente dall’individuo che ritiene intollerabile soffrire senza scopo, e così facendo esprime il massimo di scelta e di libertà individuale, ponendo la religione in territorio ininfluente. Il “pastore tedesco” ha parlato di eutanasia “non degna dell’uomo”, continuando con arroganza ad invadere la sfera della laicità, mentre dovrebbe parlare solo di eutanasia non praticabile per i cattolici. Punto.
La sterminata sequela di peccati e di divieti che propone la religione, dalla inibizione della propria sessualità, fino al peccato di gola o di lussuria o di omosessualità, fin dalla giovane età delle persone, altro non sono se non un progressivo adattamento alla sofferenza che riesce a farti accettare tutto, anche il perdono per chi ha procurato la morte di un padre o di un figlio. Se i condizionamenti della religione non fossero così profondi, la naturale vendetta di chi ha avuto un parente ucciso da condizioni di lavoro senza sicurezza, verso i responsabili (occhio per occhio), ho l’impressione che sarebbe l’unico deterrente per far finire la mattanza originata da incidenti sul lavoro, altro che perdono!
Chi partirebbe per una guerra mettendo a rischio la propria salute e la propria vita, se non fosse spinto da una cultura di tipo religioso, predisposto alla sofferenza e alla morte, mentre la ragione e la evidenza ci dicono che magari vai ad invadere una nazione per rubargli il petrolio, e la decisione l’hanno presa dei luridi politici corrotti? Dai primi anni di vita fino alla morte la religione ti propone di soffrire con la grottesca motivazione che ciò ti eleva e ciò sarebbe degno dell’uomo, mentre l’unica cosa che rende la vita accettabile è poterla vivere bene, senza essere sfruttato né massacrato sul lavoro, con grandi sicurezze sociali, con una buona assistenza medica per tutti, senza alcun divieto riconducibile alla sessualità, con la convinzione che quando finisce la vita, finisce proprio tutto.
La stragrande maggioranza dei ricchi e dei benestanti, che soffrono poco e godono tanto, si comportano da gaudenti perché il denaro glielo permette e vivono la vita proprio come gli atei, puntando solo sul piacere, salvo pentirsi sul letto di morte, viscido rituale di una religione che non è mai riuscita ad imporre l’etica ai propri seguaci.
La cattiveria con cui si vuole negare l’eutanasia a Eluana Englaro smaschera la paura che hanno i preti, e molti partiti politici, della autodeterminazione e della libertà individuale, che sono comportamenti che possono portare molto lontano, e far crollare quel cumulo di invenzioni e paure che ci distillano nel sangue fin da bambini e che tiene in piedi questo marcio sistema.