"Il Secolo d'Italia" già quotidiano dell'Msi-Dn ed oggi di an pubblica alcuni stralci di articoli scritti da Spadolini, Scalfari, Fanfani, in cui questi uomini politici importanti hanno delle spressioni antisemite, certamente odiose, e accomuna quindi a loro Almirante, di cui si ricorda l'impegno di razzista militante come vicedirettore del periodico fascista "La Difesa della Razza" che dette il via, accompagno ed espresse al massimo livello la "svolta razzista ed antisemita" del regime mussoliniano. Peccato che mentre Spadolini, Scalfari o Spadolini erano solo dei giovani fuorviati dal fatto di essere cresciuti sotto un regime che monopizzava scuole e mezzi di comunicazione, Almirante invece più anziano di loro di quel regime era un esponente ed un comunicatore di primo piano. Scalfari poi fu espulso dalla gioventù fascista, Spadolini non aderì a Salò, Bocca andò a combattere con i partigiani, si pentirono e riscattarono i loro errori. Almirante, invece, andò a combattere con Salò che fu ancora più razzista ed antisemita, e per tutta la vita non prese le distanze dal regime fascista, che considerò migliore della democrazia. Bisogna arrivare a Fini, nel 2005, per sentire una condanna senza sconti del regime fascista. Non solo, ma la pacificazione non fu certo un risultato dell'azione di Almirante: la Dc volle fortemente la pacificazione e non volle nessuna epurazione tipo Germania, Togliatti volle l'amnistia per tutti i reati dei fascisti e non Almirante fin dall'inizio potè andare in Parlamento. Almirante rimase tutta la vita in un ghetto per sua decisione: la sua condanna per l'antifascismo, la sua simpatia per il fascismo, gli impedivano di allearsi con qualunque altra formazione politica, e lui se ne faceva un punto d'onore e così le sue posizioni filo-golpe in America Latina ed Italia, di fiancheggiamento dell'estremismo nero o di non mai assoluta condanna lo ponevano fuori da quell'arco costituzionale, in cui l'Msi non voleva riconoscersi e che esiste anche in Francia dove i gollisti non si alleano con Le Pen, amico ed alleato di Almirante e in Germania per i nazisti.
Nella stessa giornata Fini ha detto tutto e il contrario di tutto:
"Le parole di Almirate sono una forma di vergognoso razzismo"
"Almirante ha lavorato per la democrazia e la pacificazione".
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Schifani Renato Giuseppe (FI)
Anagrafe Nato a Palermo l’11 maggio 1950.
Curriculum Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Soprannome Fronte del Riporto.
Segni particolari Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004.
L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti», anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con La Loggia...
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Personalmente non avrei usato le espressioni "verme" e "muffa" nei confronti di schifani, come di qualsiasi altra persona e non solo della seconda carica dello Stato ma questo non toglie che Travaglio ha ed aveva tutto il diritto di presentare in una trasmissione di grande ascolto un libro, che da settimane ormai è nella Top dei libri più letti in Italia. Aveva il diritto di dire cose come quelle che ha detto nel libro su Schifani perchè vere e documentate mentre Schifani non può dire che in questo modo si mette fine al dialogo in Parlamento perchè Travaglio non è un partito politico o un parlamentare mentre il dialogo istituzionale non può essere inteso come un colpo di spugna su tutto.
Pier Luigi Tolardo
Nessun deputato e senatore è stato scelto dal popolo italiano...Questa legge elettorale non è lontanamente parente del sistema democratico.
Oscar Luigi Scalfaro, classe 1918
Il problema dell'Italia non è che governi la destra ma che la destra italiana sia assolutamente fatta da incapaci berlusconiani o ex fascisti. E' per questo che il Pd deve fare anche la parte di una destra perbene o normale, come nel caso di Calearo, l'industriale veneto ha detto sul caso dei naziskin veronesi: " metterli in galera e buttare via le chiavi e le famiglie dove sono?. Frasi di destra, forse, ma normali e non le cazzate di Fini sulle bandiere bruciate.